La protesta dei sindaci

Pubblicato il 12 luglio 2010

Un censimento fotografico delle X rosse apparse stamane sulle facciate dei Municipi della Provincia. La campagna informativa e di mobilitazione dei Comuni e della Provincia di Reggio è promossa da Legaautonomie e da Anci. Nel manifesto che accompagna la grande X rossa si legge: “Caro cittadino, stanno tagliando sulla tua pelle. Il Governo costringe il nostro Comune e la Provincia a taglaire servizi con relativi posti di lavoro e risorse importanti per voi cittadini. Il Governo deve taglaire i veeri sprechi e far pagare gli evasori. Chiediamo una manovra più giusta”. Se ne avessimo persa qualcuna per strada, non esitate a inviarci i vostri scatti a redazione@imprenditori.it (anche con il cellulare!).

Nel Municipio della città si scontrano le posizioni dell’Amministrazione con quelle di chi, come Marco Eboli, siede all’opposizione.

Filomena De Sciscio, vicesindaco di Reggio Emilia, ha spiegato: “Le cose stanno esattamente in questi termini: si taglia sulla pelle dei cittadini, il governo vuole azzerarci. A Reggio i conti del Comune sono in ordine e siamo riconosciuti da centri di analisi nazionali fra le Amministrazioni virtuose. Qui non ci sono sprechi da tagliare. Qui sto portando avanti e continuando a ribadire e sostenere i nostri grandi temi, già avviati dalla mia predecessora Liana Barbati, come la riduzione della spesa pubblica, l’eliminazione delle consulenze non strettamente necessarie e la trasparenza degli atti. Il Governo invita a tagliare del 20 per cento la spesa corrente per le consulenze nel 2011. Noi già su quest’anno le abbiamo tagliate di oltre il 40 per cento. Di cosa sta parlando il governo, quel governo che eroga 140 milioni a fondo perduto a Catania, 80 a Palermo e 600 a Roma per rientrare dal debito, mentre taglia senza scrupolo su istruzione, sanità, ricerca e sicurezza? Ci chiedono anche di tagliare indennità di sindaco e assessori del 7 per cento, di limitare le indennità dei consiglieri comunali e di tagliare dell’80 per cento le spese per convegni e mostre… Con queste riduzioni di spesa, a conti fatti, risparmieremmo meno di un milione di euro. Mentre il governo, stando a quanto sino ad ora prospettato da questa manovra, impone tagli per 6 milioni di euro sul 2011 e per 8,4 milioni sul 2012. Sapete cosa significa questo? Significa esattamente quello che indica la grande ‘X’ sulla facciata del Municipio: stanno chiudendo il Comune. Perché per raccogliere quelle risorse, che verrebbero sottratte alla realtà locale, si dovranno tagliare i servizi essenziali erogati dall’ente locale, oppure, sempre contro la nostra volontà, si imporrà un aumento delle tariffe. Ecco perché chiediamo e invitiamo i cittadini a chiedere che il Governo tagli i veri sprechi e faccia pagare gli evasori. Chiediamo una manovra più giusta. Come? Ci vuol poco: lotta reale e serrata all’evasione fiscale e al lavoro nero che porterebbero in cassa, secondo stime della Corte dei conti, decine di miliardi di euro. Risulta ad esempio che pochissimi abbiano risposto al condono fiscale del 2003-2004, che potrebbe consentire introiti, da solo, per 3 miliardi. Altri 3 miliardi potrebbero essere incassati dalla Stato attraverso la vendita delle frequenze tv lasciate libere dopo l’introduzione del digitale terrestre. Ancora, si può intervenire sui vitalizi, spropositati, di parlamentari e consiglieri regionali… Le possibilità di tagliare e introitare non mancano certo. Basta saper scegliere con equità e serietà. Siamo dunque in prima linea, con azioni concrete e battaglie dal basso, al fianco dei lavoratori e delle classi più svantaggiate, per contrastare con ogni mezzo in nostro possesso questa situazione di deriva democratica che sta portando l’Italia in un abisso dal quale sarà molto difficile riemergere”.

Marco Eboli, consigliere comunale di area Pdl, ha dichiarato invece: “Il presidente nazionale Anci Chiamparino, sindaco Pd di Torino, ha siglato, insieme al presidente nazionale Upi (Unione delle province d’Italia) Castiglione, del PdlL, un accordo con il governo sulla manovra economica in votazione in Parlamento, definita dai due presidenti buona. L’accordo prevede la presentazioni in Parlamento, entro il 31 luglio, delle deleghe fiscali di comuni e province, la possibilità di spostare parte dei debiti e dei tagli dal bilancio 2010 al 2011, il passaggio del catasto al comune. Di fronte a questo accordo l’unico insoddisfatto che continua a straparlare di danni per i cittadini a causa della manovra economica e inscena proteste davanti alle sede del Municipio è il sindaco Delrio, che è anche vice di Chiamparino in sede Anci. A questo punto viene da chiedersi se gli strepiti di Delrio contro il governo non siano altro che una patetica sceneggiata per dimostrare che è un “duro”. Tanto duro da non comprendere che ai comuni e alle province, di ogni colore politico, quell’accordo che riguarda milioni di cittadini va bene perchè garantisce i servizi”.

Ed ecco invece alcune dichiarazioni dei sindaci della Provincia.

Giammaria Manghi, sindaco di Poviglio: “Tagliare fondi agli enti locali – dichiara preoccupato il Sindaco Manghi – significa mettere a repentaglio l’esistenza dei servizi che un Comune è chiamato ad erogare nei confronti dei propri cittadini. Servizi – sottolinea Manghi – sui quali da molti anni si gioca la partita di civiltà di un territorio. Nel biennio 2011/2012, se verranno confermate le cifre ad oggi indicate, il Comune di Poviglio si vedrà tagliare 579.280,00 euro, una somma non certo destinata allo “spreco”, ma alla copertura di servizi rivolti alle famiglie, dall’infanzia fino alla terza età. La “X” rossa che i nostri concittadini vedranno oggi sul palazzo municipale è la stessa che questa manovra produrrà a breve sul benessere di tutti noi”.

Oreste Zurlini, sindaco di San Martino in Rio: “Col passo del Gambero” è una immagine presa in prestito dalla letteratura (un romanzo di Umberto Eco) che bene rappresenta cosa significa per gli enti locali la Manovra finanziaria. E’ profondamente ingiusto che a pagare siano sempre i cittadini e fra di loro le fasce più deboli. Prima con le tasse e poi con il taglio di servizi per loro essenziali. I Comuni già hanno fatto la loro parte, negli anni passati, assumendosi consistenti parti del ripiano del debito pubblico. Infatti i trasferimenti dello Stato sono vistosamente diminuiti nel corso degli ultimi anni, mentre è aumentata la popolazione, sono cresciute le esigenze e le competenze trasferite. Qui a San Martino in Rio, come nella maggior parte dei Comuni, il denaro pubblico va esclusivamente nei servizi: materne, nidi, tempo pieno, casa di riposo, sociale, ambiente: ecco perché diciamo che i tagli avvengono direttamente sulla pelle dei cittadini, perché colpiscono i servizi indispensabili alle famiglie e alle loro condizioni di vita. Un’altra considerazione: dove va a finire, con questa manovra, il tanto promesso federalismo fiscale, se contemporaneamente si mortificano i soggetti istituzionali? In realtà tutti questi provvedimenti portano il segno di un pesantissimo centralismo, quale raramente si è conosciuto nella storia della Repubblica. Ecco perché la battaglia dei Sindaci non ha colore politico ma porta il significato del rispetto istituzionale e della leale collaborazione fra i diversi pezzi dello Stato”.

Mirca Carletti, sindaco di San Polo d’Enza: “Centinaia di migliaia di euro in meno che obbligheranno i Comuni  a tagliare anche servizi essenziali. Un esempio spicciolo: per fare il bagno ad un anziano non autosufficiente il Comune mette a disposizione due assistenti sociali che sono impegnate almeno un’ora, alla famiglia costa solo 10 euro.  Come questo sono tanti altri i servizi che il comune eroga,  per questo i tagli del Governo sono fatti direttamente sulla pelle dei cittadini stessi”.

Massimo Gazza, sindaco di Boretto: “E’ nostro dovere protestare contro una manovra particolarmente iniqua verso gli enti locali. Non sono certo a mettere in discussione i saldi della manovra (25 mld), anzi ribadisco la necessità e la volontà di partecipare attivamente al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, ma corre l’obbligo di rendere evidente una sperequazione senza precedenti tutta a danno delle autonomie locali e che con tutta evidenza è l’ultimo tassello di una strategia politica che ha una regia ben definita: impoverire il ruolo degli enti locali, degli amministratori e in definitiva dei laboratori di comunità che i livelli decentrati sanno mettere in campo.  Il mio è un grido di allarme che trae origine dalla preoccupazione di non poter svolgere un ruolo significativo all’interno della mia comunità, che con tante aspettative e speranze mi ha eletto Sindaco. Una sola richiesta: consentiteci di salvaguardare i nostri livelli di eccellenza”.

Alberto Caprari, sindaco di Castellarano: “E’ inaccettabile che vogliano far pagare questa manovra ai soli enti locali, Comuni, Province, Regioni, mentre lo stato centrale, dove si annidano le maggiori possibilitdi risparmi, venga solo marginalmente toccato. E’ evidente che questa situazione non potrche ricadere sui cittadini, mettendo in forse i tanti servizi oggi erogati dai Comuni. E’ sintomatico come il coro di voci di protesta sia trasversale, da sinistra a destra, risultato di una proposta di legge evidentemente sbagliata e male impostata”.

Marzio Iotti, sindaco di Correggio: “Strumenti come il patto di stabilità, che non fa alcuna differenza tra Comuni virtuosi e Comuni in dissesto, sono iniqui e anche un po’ stupidi. Un Comune come Correggio, con un debito praticamente assente e un bassissimo rapporto tra spese di funzionamento dell’Ente e servizi erogati, non potrà rispettare il “patto” e si trova ad essere in pratica punito e con nessuna possibilità di investire, mentre invece ad altri, magari molto indebitati, sono permesse spese continue, basta che facciano un po’ meglio rispetto all’anno prima. Noi invece affermiamo che, di fronte agli sprechi, i Comuni come Correggio, hanno fatto abbondantemente la loro parte. Siamo comunque disponibili a cercare ulteriori miglioramenti, ma se il problema è il contenimento dei costi, i tagli sono da effettuare prima in altri settori. Per esempio, la sola Presidenza del Consiglio conta circa 4700 dipendenti (in Gran Bretagna sono poco meno di 200) con 250 dirigenti ad altissimo stipendio: in questi settori non sono previsti tagli? La prima leva a disposizione per il recupero delle risorse non è il taglio dei trasferimenti agli Enti Locali che erogano servizi fondamentali per i cittadini, ma la lotta all’evasione fiscale, in un paese come l’Italia sempre in vetta alle classifiche dell’evasione. Forse il problema non è nemmeno se e quanto questa manovra potrà essere modificata perché, in realtà, l’obiettivo, di cui la stessa Finanziaria è un tassello rilevante, è un altro e, cioè, lo smantellamento dell’idea stessa di stato sociale per presunta insostenibilità di costi. Del resto è proprio questo che si afferma nelle linee programmatiche del cosiddetto libro bianco del ministro Sacconi: anche l’erogazione dei servizi alla persona deve essere demandata a soggetti privati.

River Tagliavini, sindaco di Campegine: “Il governo vuole tagliare 240.000 € al nostro comune in questo modo saremo costretti a ridurre pesantemente le risorse che destiniamo a servizi essenziali per le famiglie come asili nido, scuole, assistenza anziani. A Campegine non ci sono ne’ “auto blu”, ne’ consulenze milionarie da eliminare. Il governo tagli i veri sprechi e faccia pagare gli evasori. Questa manovra deve essere cambiata”.

Paolo Colli, sindaco di Montecchio Emilia: “Gli Enti Locali sono già oggi in grande difficoltà a causa del micidiale mix creato dalla mancanza di risorse, dalla crisi economica e dai vincoli del Patto di stabilità. La scelta del Governo di scaricare sugli Enti Locali la metà della manovra finanziaria in atto rappresenta un atto di grande irresponsabilità e miopia politica. Irresponsabilità perchè la manovra metterà definitivamente in ginocchio i Comuni provocando la chiusura di servizi per l’infanzia, i giovani e gli anziani. Miopia perchè in tutta Europa gli investimenti degli Enti Locali costituiscono un motore della ripresa economica. In Italia si fa esattamente l’opposto: i Comuni non si sostengono, si mettono al tappeto”.

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1 Commenti a questo articolo

  1. Goodfair Says:

    Sono d’accordo gli Enti Locali in difficoltà già da tempo non possono sanare i “buchi” creati da altri e crisi indotte da i “soliti ignoti”!Sono convinto che sia una manovra scappatoia per non toccare i veri colpevoli e i privilegiati!

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