La protesta spontanea degli agricoltori montani contro l’allargamento dei confini del Parco Nazionale Tosco-emiliano, con l’inserimento di aree coltivate poste attorno alla pietra di Bismantova ed a Sologno hanno trovato la condivisione di Confagricoltura Reggio Emilia. “La conservazione dell’ambiente- ha chiarito il Presidente provinciale Lorenzo Melioli- non può avvenire attraverso l’istituzione burocratica di vincoli, quali quelli derivanti dall’inserimento nei parchi, che limitano la potenzialità produttiva dell’agricoltura, specie quella montana, che già deve competere con produzioni provenienti da ambienti per natura più favoriti, che non subiscono aggravi nei costi di produzione. Se mai occorre assumere provvedimenti perché il Parco non diventi la “zona rifugio” per animali che, uscendo da quei confini, arrecano danni alle aziende agricole, danni che trovano un difficile riconoscimento da parte dell’ Amministrazione Pubblica. L’ambiente montano – prosegue Melioli – così gradevole ed apprezzato è il frutto non solo della naturalità territoriale, ma anche dell’azione che gli agricoltori hanno svolto nel corso dei secoli traendo reddito dal lavoro dei campi e dell’allevamento nel rispetto della natura dei luoghi. Per loro non ci vogliono quindi appesantimenti amministrativi, ma rispetto per il loro lavoro”.






















