Due cacciatori di Correggio, P.B. di 74 anni e M.B. di 50 anni, sono stati denunciati per caccia di frodo alle quaglie mediante l’utilizzo di richiami elettrici, una pratica vietata da molti anni in quanto gli uccelli vengono troppo facilmente attirati a concentrarsi vicino alla fonte sonora, consentendo un abbattimento di un numero elevatissimo di prede.
I due sono stati sorpresi domenica mattina da una pattuglia della Polizia provinciale nelle campagne di Rio Saliceto con il fucile in spalla; alla vista degli agenti, hanno immediatamente cercato di disfarsi di un involucro, gettandolo in un fossato. Perlustrando il corso d’acqua, gli uomini della Polizia provinciale hanno recuperato l’involucro che nascondeva un congegno elettrico, usato per riprodurre il richiamo della quaglia.
Addosso ai due cacciatori sono state inoltre trovate 12 quaglie selvatiche – frutto dell’attività illecita – e numerose munizioni. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria, alla quale i due cacciatori di frodo correggesi sono stati denunciati.
Soddisfazione per l’intervento è stata espressa dall’assessore provinciale alla Caccia Alfredo Gennari: “Questa ennesima operazione conferma come la Provincia stia combattendo con decisione le illegalità in ambito venatorio – commenta - Per colpa di pochi ne va il buon nome di tanti cacciatori che agiscono con coscienza nel pieno rispetto delle regole”.






















