Nell’ultimo Consiglio Comunitario sono emerse alcune delle questioni più attuali nel dibattito politico-amministrativo in montagna.
Dopo che in apertura la presidente Sara Garofani ha dato notizia della approvazione da parte della Giunta Regionale del PAO (Piano Annuale Operativo) per il 2010, si è aperto il dibattito sulla “Ricognizione dello stato di attuazione dei programmi 2010 e presa d’atto dell’equilibrio di bilancio”.
L’assessore Fornili ha ribadito che non esistono debiti fuori bilancio o disavanzi da ripianare, sulla relazione riguardante lo stato di attuazione dei programmi il consigliere Manini (Lega) ha posto il tema della realizzazione della centrale a biomasse che dovrebbe essere realizzata da IREN a Fora di Cavola. La centrale è parte di un progetto più ampio finanziato dalla Regione che riguarda tutta l’area di Fora identificata come APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata), all’interno del quale è prevista anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico e la fitodepurazione delle acque di scarico; solo quest’ultimo progetto prevede la compartecipazione della Comunità Montana e del Comune per l’attuazione. Secondo l’ultima versione del progetto di massima della centrale a biomasse, questa dovrebbe produrre 1 Megawatt di energia elettrica consumando 20.000 tonnellate/anno di ramaglie provenienti da potature e pulizie di boschi. Il consigliere Manini ha espresso preoccupazione su questo progetto per il rischio di danni all’ambiente e alla popolazione che risiede nell’area avanzando anche dei dubbi sulla quantità del combustibile da reperire in montagna che non sarebbe sufficiente per alimentare in continuo l’impianto. Infine il consigliere ha chiesto di convocare un Consiglio Comunitario aperto sul tema. La Presidente Garofani, pur rilevando che il punto in discussione non era la centrale ma l’equilibrio del bilancio, ha risposto che manca ancora un progetto definitivo su cui poter discutere con cognizione di causa, che comunque le centrali di questo tipo attive in Italia e in Europa sono molte e quindi la tecnologia è sperimentata e che comunque ci saranno i tempi e i luoghi per valutare adeguatamente l’intervento. Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Toano Lombardi, competente per territorio, che ha fornito ampi chiarimenti illustarti anche in un consiglio comunale sul tema e che ha annunciato la convocazione di una assemblea aperta sull’argomento nelle prossimo settimane.
Si è parlato anche del canile comprensoriale, un’altra questione da tempo sul tappeto, per il quale è stata identificata un’area sita in comune di Casina che sembra adeguata, per caratteristiche, alle esigenze e sulla quale sono in corso alcune verifiche per l’impatto acustico, concluse le quali si assumeranno formali decisioni.
In una interpellanza il consigliere Baccini ha affrontato il tema del presente, ma soprattutto del futuro dell’ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti esprimendo preoccupazioni circa la tenuta del servizio. Ha risposto con un’ampia disamina delle problematiche in discussione il vice presidente Marconi, sindaco di Castelnovo ne’ Monti e che presiede il Comitato di distretto dei Sindaci, illustrando un documento approvato dallo stesso Comitato che elenca nove obiettivi, riferiti al sistema sanitario in montagna, su cui si richiama l’impegno della Regione, della Provincia e di tutti gli organismi tenuti a “garantire la sanità in montagna”. Marconi ha anche annunciato che, tra fine ottobre e primi novembre, si svolgerà una assemblea pubblica sul tema dell’ospedale castelnovese con tutti gli enti che hanno competenze, rappresentati ai massimi livelli. Il consigliere Baccini si è dichiarato soddisfatto della risposta.
E’ stato poi approvato all’unanimità un ordine del giorno, già approvato anche dai consigli comunali di Villaminozzo e Toano, presentato dai consiglieri Pedrini e Castellini sul tema della eccessiva presenza di ungulati sul territorio. Il documento chiede impegni alla Regione ed alla Provincia per ricreare un equilibrio sostenibile nella presenza degli ungulati e soprattutto per avviare l’attività selettiva del cervo che è in aumento notevole. Infine la consigliera Spadoni ha illustrato una interpellanza in cui ha chiesto lumi circa il futuro professionale dei dipendenti della Comunità Montana dopo che l’ente sarà stato soppresso.
L’assessore Fornili ha risposto rassicurando che per tutti i dipendenti sarà trovata una soluzione e che nessuno rimarrà senza lavoro. Il problema è che al momento non è ancora chiaro come si struttureranno i comuni che andranno a costituire una o più Unioni, ma entro la fine dell’anno in corso i consigli comunali dovranno necessariamente decidere e a quel punto si potranno definire gli atti da porre in essere. In ogni caso, ha detto Fornili, la professionalità dei dipendenti della Comunità Montana è alta e gli amministratori sono loro riconoscenti per l’impegno profuso in tanti anni di lavoro.






















