Categoria | Montagna Reggiana, Toano

Toano:”Vogliamo un impianto per recuperare energia dal legname”

Pubblicato il 22 ottobre 2010

“La centrale a biomassa legnosa non deve essere un inceneritore, ma un impianto per recuperare energia dal legname proveniente dagli sfalci e delle potature di tutto l’appennino. E’ un legname non trattato e pertanto il materiale che sarà portato alla centrale sarà lo stesso che si utilizza in tantissimi camini delle abitazioni del nostro appennino”.

Comune, Provincia e Comunità Montana intendono chiarire la loro posizione sul progetto che negli ultimi giorni ha visto montare polemiche a tratti strumentali. Per farlo hanno organizzato una pubblica assemblea per il prossimo 29 ottobre.

“Per la realizzazione della centrale a biomassa legnosa a Fora di Cavola – si legge in un documento sottoscritto dai 3 enti – è stato individuato un capannone dismesso da una ex ceramica all’interno di un’area produttiva. Se in questo edificio si insediasse un’azienda il livello di emissioni potrebbe essere ben superiore a quello previsto per una centrale a biomassa legnosa. Laddove sono state realizzate queste centrali le emissioni di aria sono a bassa temperatura ed in quantità tale da non creare mutamenti sul microclima. La centrale non dovrà immettere nel Secchia acqua calda.

Su tutti questi aspetti Provincia, Comune, Comunità Montana ed autorità sanitarie daranno specifiche prescrizioni prima di procedere con le necessarie autorizzazioni. L’autorizzazione che darà la Provincia sarà analoga a quella relativa ad impianti che utilizzano circa 410 quintali di legname al giorno. Queste quantità e questa tipologia di legname non hanno più un mercato per il recupero. In sostanza altro non sarebbe che un camino domestico un pò più grande, tant’è che attraverso i sistemi di filtraggio (ben superiori a quelli di un’abitazione o di tante aziende produttive) si otterrebbe che le emissioni in atmosfera non superino quelle di 40 camini tradizionali”.

“La proposta di IREN relativa all’impianto si inserisce all’interno di un progetto denominato “Secchia, Valle delle Rinnovabili”. Questo progetto, che prevede lungo il Fiume Secchia la realizzazione oltre alla Centrale di Fora di Cavola di due centrali fotovoltatiche su aree compromesse (Rio Riazzone e Poiatica), due centrali idroelettriche (a Baiso ed a Castellarano) ed un impianto eolico a Collagna, rientrerà all’interno di una politica per la nascita di impianti pubblico-privati per la produzione di energia pulita che le istituzioni del nostro territorio intendono perseguire.

La centrale a biomassa legnosa non dovrà quindi essere un intervento isolato, ma lo stralcio di un progetto più ampio che investe tutta la valle del Secchia e, più in generale, tutta la Provincia. Per evitare lo spostamento di uomini e mezzi, l’appennino non è forse il luogo più adatto dove ubicare un impianto che utilizza il legname derivato dalle potature degli alberi e dei boschi?”

“Intendiamo assumere ogni decisione parlando con i cittadini, perché è importante raccogliere le opinioni delle comunità locali. L’assemblea di Cavola, in questo senso, non sarà l’unica. Vogliamo coinvolgere esperti esterni per conoscere e comprendere le migliori tecnologie possibili in questo ambito e dare ai cittadini informazioni corrette, senza pregiudizi politici o semplificazioni propagandistiche. La Provincia chiederà al soggetto gestore, in accordo con il Comune di Toano e con la Comunità Montana, di rendere pubblici i dati sul materiale trattato e sulle emissioni in modo costante (anche attraverso internet) e di aprire la centrale a visite guidate da parte del pubblico. Infine vogliamo segnalare che intendiamo condividere, oggi ed in futuro, ogni scelta relativa a questo impianto con il Comune di Toano. Come enti ci impegnamo a mantenere l’impianto con la tecnologia della centrale a biomassa legnosa e pertanto è escluso che questa centrale possa trattare rifiuti, oli o altro materiale diverso da legname non trattato. Chi sostiene questa tesi ha come unico obiettivo quello di spaventare la gente per scopi elettoralistici o comunque non chiari.”

“Se vogliamo raggiungere gli obiettivi di riduzione della dipendenza da petrolio impianti come la centrale a biomassa legnosa di Fora di Cavola sono necessari – conclude il documento – La localizzazione è razionale, perchè funzionale al recupero del legname dell’appennino. Vengono date garanzie sulle emissioni e tutta la gestione verrà orientata alla massima trasparenza. Vogliamo andare avanti sulla strada delle energie rinnovabili e non possiamo fermarci di fronte a false informazioni o all’ostruzionismo di movimenti politici ai quali non va bene niente. Le garanzie fornite mettono in condizione le comunità più vicine all’impianto di essere tranquille, ma crediamo sia necessario dire che ogni opera che porta beneficio a tutta la popolazione di un distretto (in questo caso l’appennino) o dell’intera Provincia, deve trovare un pieno coinvolgimento delle comunità locali in materia di attenta pianificazione, rispetto dell’ambiente e trasparenza. Ma i veti locali non sono ammissibili. Cosa sarebbe successo se in città (sede di attrezzature pubbliche di valore provinciale) o nei Comuni attraversati da strade o ferrovie si fosse fermato ogni nuovo investimento?”

Mirko Tutino, Assessore provinciale all’ambiente

Sara Garofani, Presidente della Comunità Montana

Michele Lombardi, Sindaco di Toano

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