Si continua a discutere in montagna sulla possibile ubicazione del canile comprensoriale, resosi necessario dopo la chiusura della fatiscente struttura di Minozzo-Salatte nel 2008. Da allora il nuovo canile, che gode da tempo di un finanziamento regionale di 170mila euro, si è “manifestato” in diverse zone dell’Appennino, individuate dalla Comunità montana come idonee. Ma ogni ipotesi è naufragata per le proteste popolari più. Prima si è parlato della località Croce di Castelnovo Monti, poi Carpineti, quindi di un’area tra Vetto e Ramiseto e adesso a Casina, in località Borella tra le frazioni di Bergogno e Faieto, in un’area non abitata e da urbanizzare.
Ma anche qui i gli abitanti non hanno accolto con favore l’ipotesi e si sono costituiti in comitato raccogliendo 200 firme contro il progetto. Da parte sua il sindaco Carlo Fornili ha confermato l’idoneità dell’area scelta, ma se le proteste rimarranno il progetto non andrà avanti. Con un rischio: se salta anche questa possibilità la Comunità montana rischia di perdere il finanziamento.
Ora anche il Sindaco di Castelnovo Gianluca Marconi ed il Sindaco di Carpineti Nilde Montemerli intervengono con una nota sulla vicenda.
Afferma Marconi, che è anche Vice Presidente della Comunità montana: “Per quanto riguarda la possibilità di ubicare la struttura comprensoriale sul territorio di Castelnovo, sull’area vicina alla frazione di Croce le verifiche tecniche diedero risultati fortemente negativi, sia per l’impatto paesaggistico, sia per quello acustico data la forte prossimità in linea d’aria non solo di Croce, ma anche dei borghi di Monticello, La Noce, Campolungo. Abbiamo cercato altre soluzioni in altre zone, ma situazioni geologiche instabili o la contrarietà dei proprietari dei terreni non hanno portato ad alcuna ubicazione idonea. Ringraziamo le associazioni ambientaliste per il premio “pinocchietto d’oro”, e confermiamo l’impegno, anche se non nascondiamo le difficoltà oggettive che esso sottintende, per realizzare il nuovo canile comprensoriale, per il quale al momento è in esame un luogo in territorio di Casina che però sta incontrando difficoltà molto simili a quelle riscontrate da noi in passato, oppure in altra zona che possa risultare adatta. Ricordiamo però anche agli amici ambientalisti che gli Enti locali, ed il nostro Comune tra essi sono impegnati su tanti altri fronti, sociali, economici e di sviluppo, che sicuramente, senza voler affatto sminuire l’importanza del canile stesso, da molti mesi vivono situazioni a volte drammatiche che assumono una assoluta priorità”. Sul tema aggiunge la Montemerli: “Onestamente tenderei a dare una importanza maggiore alle pagelle ed ai “premi” ricevuti dai nostri cittadini, che in montagna ci vivono e ne conoscono i problemi, piuttosto che quelli assegnati da chi vive a Reggio e vorrebbe insegnare come gestire il territorio appenninico e le sue problematiche. Vorrei spiegare loro che l’appennino vede case e piccoli borghi sparsi per tutto il territorio, ed ove queste non ci sono spesso significa che esistono condizioni geologiche o territoriali che rendono impossibile qualsiasi ipotesi insediativa. Tra i tanti siti presi in esame peraltro alcuni sono stati scartati su consiglio degli stessi volontari dell’associazione AiutAppennin, che gestiva il precedente canile ed i cui volontari lavoreranno anche nella nuova struttura, perché difficilmente raggiungibili o troppo decentrati. Comunque se ci consegneranno questo nuovo attestato troveremo uno spazio dove appenderlo”.






















