Abusivismo nelle lavanderie self-service: la lotta di CNA

Pubblicato il 23 maggio 2011

Il prossimo 13 giugno CNA prenderà parte a una delegazione unitaria del settore tintolavanderia che incontrerà il presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni Italiani (Anci) on. Sergio Chiamparino sul tema dell’abusivismo nelle lavanderie self-service. Un’occasione importante per il settore delle tintolavanderie già duramente colpito dalla crisi con un -36% di addetti ai lavori e continuamente minacciato da una concorrenza sleale: un’occasione arrivata anche grazie all’impegno di CNA Reggio Emilia che da oltre un anno continua a tenere gli occhi ben aperti in merito.

Fin dall’inizio del 2010 infatti CNA Servizi alla Comunità ha iniziato a organizzare incontri nei Comuni della provincia e a sollecitare i controlli da parte degli Enti locali, nonché un serio intervento a livello nazionale. Richieste che hanno trovato risposta sul territorio e che il 13 giugno prossimo verranno ascoltate anche dal massimo esponente dell’ANCI, interlocutore molto importante in materia perché può individuare un indirizzo comune da inviare agli Enti Locali che sono preposti al rilascio delle autorizzazioni per l’apertura degli esercizi, nonché agli interventi di controllo sugli stessi.

Nessun attacco diretto alle lavanderie self-service ormai molto diffuse anche nel reggiano quindi, ma massimo rispetto dell’esercizio regolare di un’attività che di fatto si riassume nel noleggio delle attrezzature che devono essere utilizzate direttamente dalla clientela, acquistando appositi gettoni e, nel caso ne sia sprovvista, anche i detergenti.

Il vero bersaglio all’interno delle lavanderie self-service, tenute solo all’obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all’ottenimento dell’autorizzazione  da parte del Comune in cui si esercita l’attività, è l’esercizio sleale di tale attività. In molti casi nelle lavanderie self-service, infatti, è spesso presente un addetto che fornisce assistenza alla clientela, proponendo servizi di stireria,  di ritiro e consegna capi presso il domicilio dei clienti, ed altri tipi di servizi che la legge 84/06 individua tra le fattispecie che norma: ciò rappresenta, oltre che  una forma di concorrenza sleale per le aziende di tinto lavanderia, un esercizio abusivo di attività.

La situazione sarà illustrata nel dettaglio all’on. Chiamparino con la speranza che le parole di denuncia vengano tradotte in misure concrete di contrasto all’abusivismo da declinare nelle singole realtà italiane, Reggio Emilia compresa.

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1 Commenti a questo articolo

  1. Paolo Piran Says:

    Buongiorno, sono un titolare di una attività di pulitintolavanderia situata in provincia di Varese, purtroppo solo oggi sono venuto a conoscenza di questo incontro con On. Chiamparino e sarei molto interessato a conoscerne il contenuto. La mia sensazione è che sia una battaglia persa. Sono anni che esiste il problema ed anche la mia Associazione di categoria (Confartigianato) non mi risulta se ne sia particolarmente occupata. Evidentemente anche grazie a un vuoto legislativo si assisterà ad un proliferare incontrollato di nuove aperture di lavanderie Self – Service Assistite (trovato il modo di aggirare la legge 84 del 2006). Saranno molto felici di questa situazione i produttori/venditori di attrezzature. Accetto volentieri commenti in merito. Saluti, Piran Paolo

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